COME CONCIMARE ORTO E PRATO

La chiave per far crescere le piante del proprio giardino o del proprio terrazzo in maniera sana e rigogliosa è certamente dare loro le cure e le attenzioni che si meritano: posizionare le piante in un luogo con l’esposizione adatta, annaffiarle regolarmente, potarle per farle crescere al meglio. Può capitare però che queste attenzioni non siano sufficienti, soprattutto se il terreno in cui crescono non è ricco delle sostanze nutritive necessarie per il benessere delle piante.

Si può considerare un terreno sano quando dona alle piante il giusto quantitativo di nutrienti. Se vuoi mantenere rigogliose le tue piante è quindi necessario arricchire il terreno con le sostanze nutritive e i minerali necessari per la loro crescita. Per farlo ci sono due modi con il compostaggio oppure ricorrendo all’utilizzo di concimi

Il compostaggio

Per "compostaggio" si intende quel processo che porta i rifiuti organici a trasformarsi in compost un concime naturale ed ecologico ricco di sostanze nutritive e bioelementi, che aumentano la fertilità del suolo senza la necessità di ricorrere a fertilizzanti chimici. Il compostaggio è un processo biochimico che fa sì che materiali organici come fiori, foglie, resti di frutta e verdura, una volta sminuzzati e mescolati, grazie a determinate reazioni inizino un processo di trasformazione che permettono loro di degradarsi in composti semplici e stabili. Per far sì che ciò avvenga è necessaria un’adeguata ossigenazione che permette ai microorganismi come muffe e batteri e ai macrorganismi quali lombrichi ed insetti a dare vita a un processo di fermentazione.


La fermentazione si identifica in più fasi:

  1. Fase di latenza nella quale iniziano a svilupparsi i microorganismi

  2. Fase di crescita durante la quale le temperature dei residui vegetali si innalzano

  3. Fase termofila con temperature che non scendono mai sotto i 55

  4. Fase di maturazione caratterizzata da una fermentazione secondaria che trasforma il materiale in compost pronto per essere utilizzato come fertilizzante.


Affinché questo processo segua correttamente il suo corso, è possibile seguire due tecniche compostaggio a cumulo o il compostaggio tramite compostiera. Nel primo caso dovrai avere a disposizione un ampio spazio distanziato dalla tua abitazione, nel secondo invece basterà procurarsi l’apposito contenitore, detto per l’appunto compostiera, che potrai utilizzare anche se hai a disposizione un piccolo balcone.

Questa tecnica è la più semplice, ma richiede di seguire alcuni accorgimenti per riuscire ad ottenere buoni risultati.


Scegliere con accuratezza il luogo dove iniziare il tuo cumulo. È consigliabile uno spazio abbastanza lontano da casa raggiungibile tutto l’anno, vicino a una fonte d’acqua nel caso in cui dovesse essere necessario ripristinare l’umidità del cumulo durante l’estate. Se possibile, scegli un luogo sotto un albero a foglie caduche: in questo modo d’estate la zona non è esposta al sole tutto il giorno, mentre d’inverno, quando le foglie saranno cadute, verrà raggiunta dai raggi del sole.

Preparare la zona. Per farlo è necessario posizionare del materiale drenante come rami o sterpaglie per potervi poi collocare sopra i materiali organici, cercando di formare un cumulo Questa particolare forma ti aiuterà a rimescolare correttamente i materiali garantendo il giusto arieggiamento.

La miscela deve essere abbastanza soffice e, affinché la fermentazione avvenga correttamente, non dovrà essere né troppo bagnata né troppo secca.
Per capire qual è la giusta quantità d’acqua necessaria, puoi fare un piccolo esperimento: prendi in mano una quantità di compost e strizzarla tra le dita, se la mano non resta né troppo bagnata né troppo asciutta allora la quantità di umidità è corretta, altrimenti sarà necessario agire per diminuire o aumentare il grado di umidità.

Attendere il compost sia pronto dopo circa due mesi.

La seconda tecnica che puoi utilizzare, ideale se non hai a disposizione molto spazio, è quella che prevede l’acquisto di una compostiera. Questo recipiente può essere in legno o in plastica e deve avere molti fori sia nella parte superiore che nella parte inferiore per permettere all’aria di passare all’interno e circolare adeguatamente.

Le forme più indicate sono quelle a cono o a campana perché migliorano la circolazione dell’aria, permettendo all’aria calda povera d’ossigeno di salire e uscire dal coperchio lasciando lo spazio necessario all’aria fresca, ricca di ossigeno, di penetrare dalle fessure in basso.

Per il tuo compostaggio fai da te ti consigliamo di scegliere una compostiera dotata di ampie aperture che ti faciliteranno il lavoro di rimestaggio con un’apertura superiore per permetterti di aggiungere rifiuti freschi e un’apertura inferiore per raccogliere il compost maturo pronto per essere utilizzato.

Le dimensioni contenute di questo strumento rendono possibile posizionarlo anche in un piccolo giardino o in terrazzo, permettendoti di smaltire agevolmente e intelligentemente i rifiuti casalinghi. Alcuni comuni italiani danno incentivi se scegli questa pratica di smaltimento dei tuoi rifiuti domestici.

Una volta scelta la tecnica che preferisci, tieni presente quali sono i rifiuti che puoi utilizzare per la creazione del tuo compost. Tra i materiali ideali per il compostaggio vi sono:

  • Scarti vegetali da cucina
  • Pane raffermo o ammuffito
  • Gusci d’uova
  • Fondi di caffè
  • Foglie
  • Erba
  • Paglia
  • Fazzoletti di carta

Anche i seguenti materiali sono particolarmente indicati per creare del compost, ma è consigliabile ricoprirli sempre con altri rifiuti:

  • Rifiuti alimentari, come carne e pesce
  • Bucce di agrumi
  • Cenere, in quantità minima
  • Ossa sminuzzate
  • Lettiere degli animali domestici


I materiali da evitare in qualsiasi caso sono invece:

  • Vetro
  • Plastica
  • Metallo
  • Batterie
  • Tessuti
  • Legname trattato con solventi


Il processo di compostaggio crea odori sgradevoli o la comparsa di moscerini o topi. Nel primo caso puoi facilmente ovviare al problema migliorando l’areazione o diminuendo l’umidità del compost. Se il cumulo è troppo compatto sviluppa infatti batteri che generano cattivi odori, quindi ti consigliamo di rivoltarlo più volte aggiungendo materiali più strutturati per assorbire l’umidità.

Se invece nel tuo compost si formano dei moscerini la causa possono essere gli scarti della frutta ma basta coprirli con foglie o erba per risolvere il problema. Nel caso in cui invece compaiano dei topi, il motivo può risiedere nel fatto che siano attratti dai rifiuti alimentari di origine animale. Controlla sempre che non rimangano in superfice per far sì che il problema non si ripresenti.

I concimi

Se non hai a disposizione spazio a sufficienza per effettuare il compostaggio o non vuoi intraprendere questa strada, per aiutare le tue piante a crescere sane e forti puoi sempre ricorrere all’uso dei concimi.

I concimi sono sostanze che vengono somministrate alle piante per apportare elementi nutritivi che contribuiscono alla loro crescita e sopravvivenza. Sul mercato esistono varie tipologie di concimi, da quelli organici ai minerali e si distinguono per provenienza e per caratteristiche tecniche.

È importante conoscere la composizione dei concimi per scegliere quelli più adeguati alle esigenze delle tue piante a seconda delle proporzioni dei loro costituenti. Possono essere composti da macroelementi di base come l’azoto (N) il fosforo (P) e il potassio (K) da macroelementi secondari o microelementi.

Macroelementi
Azoto(N)
Ideali per lo sviluppo delle foglie, l’allungamento del fusto e la crescita di nuovi germogli i concimi ricchi di azoto contribuiscono a far crescere le piante e a donare alle foglie un colore verde inteso. È utile impiegarli non solo per le nuove piante, ma anche per piante stagionali, da fiore o da frutto.
Fosforo (P)
I concimi fosfatici sono fondamentali nel momento della fioritura e della fruttificazione delle piante. Aiutano la crescita delle radici e rinvigoriscono le piante legnose e perenni.
Potassio (K)
I concimi ricchi di potassio sono i più adatti per ottenere una buona fioritura, incrementare la quantità di zucchero dei frutti e migliorare la resistenza delle piante a intemperie e malattie.

Macroelementi secondari
Anch’essi essenziali per la crescita delle piante, tra i macroelementi secondari rientrano il Calcio (Ca) il Magnesio (Mg) e lo Zolfo (S).

Microelementi o oligoelementi
Gli elementi calatici o microelementi sono fondamentali per le reazioni metaboliche delle piante. Tra questi si annoverano il Ferro (Fe) lo Zinco (Zn), il Manganese (Mn) il Rame (Cu) e il Boro (B).

NPK cosa significa?
A seconda della composizione potrai trovare sul mercato anche dei concimi composti o complessi di natura chimica, che contengono sia macroelementi che microelementi. Questi possono essere definiti concimi binari se contengono due elementi di fertilità oppure concimi ternari se ne contengono tre ( fosforo e potassio).

Sulle etichette dei concimi troverai sempre specificato quali sono le componenti secondo un sistema di codifica internazionale che consiste nell’indicare la proporzione dei macroelementi con la sigla NPK seguita da tre cifre. Per esempio, un concime con la sigla NPK 15 9 15 indica che all’interno troverai il 15 di azoto (N) il 9 fosforo (P) e il 15 di potassio (K). Se invece trovi un concime con le tre cifre analoghe si tratta di un concime universale perché contiene la stessa percentuale di macroelementi.

Oltre alla composizione, i concimi si classificano a seconda di come è avvenuta la loro produzione.

  • Concimi organici o naturali
    Vengono prodotti direttamente da materie prime naturali di originale animale o vegetale e contribuiscono alla preparazione del terreno. Possono essere a base di letame, sangue, lupini o residui di piante leguminose.
  • Concimi minerali
    Derivano da minerali naturali oppure da processi chimici e industriali e sono fondamentali per migliorare lo sviluppo e la crescita delle piante. Rispetto ai concimi naturali hanno un’azione immediata, ma sono entrambi fondamentali per la vita della pianta.
  • Concimi minerali
    Derivano da minerali naturali oppure da processi chimici e industriali e sono fondamentali per migliorare lo sviluppo e la crescita delle piante. Rispetto ai concimi naturali hanno un’azione immediata, ma sono entrambi fondamentali per la vita della pianta.
  • Concimi organo minerali
    Sono concimi che contengono sia elementi organici che minerali.

Sul mercato esistono tre formulazioni per i concimi:

  • liquidi: sono a rapida azione e possono essere già pronti all’uso o dover essere diluiti in acqua se concentrati;
  • granulari: sono a rilascio graduale e si sciolgono nel corso di alcuni mesi nel terreno;
  • in polvere: una volta diluiti in acqua hanno la stessa rapidità d’azione dei concimi liquidi, ma sono meno utilizzati;
  • bastoncini o stick: facili da inserire nella terra, i bastoncini hanno un rilascio lento ed efficace nel tempo;
  • pipette: da infilare nel terreno della pianta capovolti, rilasciano a seconda della quantità contenuta tutti gli elementi necessari per la pianta nel corso di alcuni mesi.